SPID anche per mangiare
– di Elisa Bini
Settembre 2025. Il primo anno di università! Le lezioni da seguire, nuove amicizie, tanto impegno e studio, una nuova avventura!
Per l’iscrizione all’università di Pisa e per l’acquisto dei buoni per usufruire della mensa universitaria servono solo i dati generali dello studente ed è fatta! A mio figlio viene fornito un profilo studente a cui è associato un codice QR (addio buon vecchio libretto cartaceo!) e con quello può accedere a tutti i servizi universitari, mensa compresa.
Poi, improvvisamente, dopo pochi mesi dall’inizio dell’anno accademico, mio figlio va in mensa con i suoi amici per pranzare; alla cassa gli dicono che non può più entrare con il suo profilo di studente, deve scaricare l’app MyDSU. Ok, nessun problema: gli faccio scaricare l’app. E invece, no!
Per accedere all’app e quindi per poter mangiare in mensa, sembra obbligatorio essere in possesso di un’identità digitale, vale a dire SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Ebbene sì: secondo quanto indicato adesso sul sito dell’Università di Pisa e di DSU Toscana (agenzia regionale che gestisce la maggior parte delle mense universitarie in Toscana), non hai più il diritto di mangiare in mensa a meno che tu non sia in possesso di un’identità digitale che, per inciso, non è obbligatoria per legge. Non è sufficiente essere regolarmente iscritti all’università e avere già pagato i buoni pasto, no, ora non basta più!
Da qui inizia la battaglia per permettere a mio figlio, e agli altri ragazzi, di godere del diritto di accedere alla mensa senza essere obbligati ad avere un’identità digitale.
Scriviamo subito alla responsabile del servizio ristorazione dell’università di Pisa per DSU Toscana, la dott.ssa Ornella Fantoni (i riferimenti di tutti i dirigenti di DSU Toscana si trovano nella pagina web dedicata). Facciamo presente che nostro figlio non è in possesso di un’identità digitale e che non è interessato ad averla, non essendo un obbligo di legge. Il D.Lgs. 76/2020 (Decreto Semplificazioni) infatti, impone alle pubbliche amministrazioni l’obbligo di integrare i sistemi di identificazione unici (identità digitale) per l’accesso ai servizi, come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), ma né il decreto né il CAD prevedono alcun obbligo a carico del cittadino. L’amministrazione pubblica commette, perciò, un abuso nel rendere obbligatorio l’uso dell’identità digitale per l’accesso ai servizi da parte del cittadino, trasformando un obbligo a proprio carico in obbligo a carico dell’utente.
Aggiungiamo anche che le più recenti proposte legislative europee sulla European Digital Identity indicano chiaramente che l’identità digitale non può essere imposta, escludendo dalla fruizione dei servizi chi non la possiede, e che gli Stati membri devono mantenere alternative non discriminatorie (queste informazioni le abbiamo trovate sul sito di Alessandra Ghisla).
Fatte queste premesse, chiediamo alla responsabile di indicarci una modalità di accesso al Servizio di Ristorazione dell’Università alternativa all’identità digitale. La dott.ssa incaricata ci ha risposto che DSU Toscana opera nel rispetto dei principi di uguaglianza, non discriminazione e accessibilità ai servizi pubblici, garantendo che nessun utente sia escluso dalla fruizione del Servizio di Ristorazione universitaria e che assicura modalità alternative di accesso consentendo il ricorso alla tessera fisica. Ci specifica, infine, che per richiedere la tessera avremmo dovuto rivolgerci alla collega.
Sembra tutto risolto e invece, dopo un brevissimo scambio di e-mail, tale collega smette incredibilmente di risponderci, senza averci fornito alcuna indicazione! Ma noi non ci diamo per vinti e decidiamo di ricorrere a un avvocato. L’avvocato invia a DSU e Università di Pisa una diffida, con richiesta di immediato ripristino di modalità alternative allo SPID/CIE/CNS per l’accesso al Servizio di Ristorazione universitaria insieme alla formalizzazione per iscritto, sui propri siti istituzionali, delle procedure operative per garantire agli studenti, privi di identità digitale, modalità alternative di accesso al servizio di ristorazione.
Nel giro di pochi giorni DSU Toscana ci fornisce indicazioni sulle modalità di ritiro e utilizzo della tessera fisica per l’accesso alla mensa di nostro figlio, aggiungendo anche che avrebbe modificato il proprio sito istituzionale entro inizio maggio. Vittoria!
Oggi nostro figlio accede alla mensa universitaria con una tessera fisica, senza bisogno di identità digitale… ma il sito di DSU Toscana non è stato ancora modificato.
L’avvocato ha già inviato un sollecito e noi non molleremo finché non avranno modificato anche le informazioni sul sito di accesso alla mensa! Tutti hanno il diritto di essere informati!
Morale della storia
Mai fermarsi alla prima difficoltà: purtroppo è d’uso sia per ignoranza di alcuni dipendenti, sia (probabilmente) per precise direttive, rendere quanto più inaccessibile, nascosta e difficile possibile l’opzione non digitale per accedere a qualunque servizio. Dapprima si peggiora il servizio analogico, poi se non basta lo si dichiara obsoleto, e infine si può persino arrivare a imporre l’alternativa digitale. In realtà però, nella maggior parte dei casi, la possibilità di accedere a un servizio senza identità digitale è soltanto più complicata, e richiede un po’ di caparbietà, insistenza e sollecitazione.
Per maggior informazioni sull’identità digitale, ti consigliamo anche questo nostro articolo.
