Libertà Livorno per Julian Assange

Libertà Livorno per Julian Assange

Aggiornamento 5 luglio 2024

Julian Assange è LIBERO. La stampa NO.

Probabilmente l’attenzione generata dai movimenti di tutto il mondo (Italia in testa, considerata anche da Stella Assange l’esempio più vivo di attivismo per Julian) ha contribuito alla liberazione del fondatore di Wikileaks, perché non è stato più possibile per i suoi nemici agire nell’ombra.

Non è però il momento per incrociare le braccia: non solo resta da formalizzare la decisione, e tutto può ancora accadere; ma soprattutto, quell’attivismo non deve andare a morire, ma restare vivo e attivo come movimento per la libertà di stampa.

A tal proposito, è interessante questo articolo di James Corbett su una delle strategie di protesta contro i globalisti:
https://corbettreport.substack.com/p/this-is-what-the-globalists-really

Sintesi dell’articolo: la “narrativa” è l’arma più potente, perciò le proteste andrebbero rivolte soprattutto alle sedi dei media, anziché quelle istituzionali o aziendali.

È nel silenzio stampa, infatti, che si compiono le più efferate nefandezze.

Con questo manifesto (vedi immagine a lato), che da ieri è affisso in giro per Livorno (👇mandateci le foto nei commenti👇), lanciamo un messaggio di pace con le parole di Julian Assange, celebrando al contempo la sua libertà nel suo 53° compleanno.

♦️Una libertà pagata a caro prezzo, sia per gli anni trascorsi in prigione, sia per l’impatto psichico, fisico, sociale e familiare.

La sua libertà è arrivata, ma la verità per i popoli è ancora lontana.

Il messaggio in alto sembra banale, ma non lo è: mai puntare il dito e alimentare l’odio verso un popolo, perché è sempre e solo chi lo comanda il responsabile delle scelte in ambito bellico.

Sono le menzogne e la propaganda a determinare l’odio tra i popoli, che è il terreno fertile per far germinare il seme della guerra.

🕊Fermiamo la propaganda e le menzogne dei media, e la pace verrà di conseguenza.

Inoltre, continueremo a incalzare il consiglio comunale perché conceda ad Assange la cittadinanza onoraria a Livorno.

Aggiornamento 3 luglio 2024

🎂Oggi, 3 luglio 2024, è il 53° compleanno di Julian Assange.

Siamo lieti che possa festeggiarlo con sua moglie Stella e i suoi due figli, con cui avrà finalmente tempo di recuperare il legame interrotto per così tanti anni.

💞Per celebrarlo, abbiamo dunque scelto quest’opera di Marianna Marrocco, giovane artista pugliese, che l’ha messa a disposizione di tutti gli attivisti.

Dal 24 giugno 2024 Julian Paul Assange è stato scarcerato, per avviare il processo di patteggiamento che si è concluso di lì a poco a Saipan, nelle Isole Marianne. Il patteggiamento extra-giudiziale ha visto il riconoscimento da parte di Assange di 1 dei 18 capi di accusa a lui imputati, per cui si è dovuto dichiarare colpevole: quello di aver favorito e incitato Bradley Manning (oggi Chelsea Manning) a sottrarre materiale classificato come “secret” riguardante la Difesa degli USA, per poi pubblicarlo su WikiLeaks.

RACCOLTA FIRME CHIUSA: LEGGI ALLEGATO ALLA PETIZIONE

Chi è Julian Assange?

Julian Assange è un giornalista-informatico con una qualità rara e disprezzata dal potere: quella di divulgare documenti segreti di interesse pubblico.

Assange è detenuto dal 2019 nel carcere di massima sicurezza londinese di Belmarsh. Il 20-21 febbraio 2024 potrebbe tenersi l’ultima udienza presso l’Alta Corte Britannica, non si sa con quale esito.

Lontano dai suoi cari, privo della libertà; proprio lui che con Wikileaks ha liberato nel mondo tante verità scomode.

🔴Torture dei soldati su civili e bambini in Iraq
🔴Abusi dei militari USA contro interi villaggi in Afghanistan
🔴Violazioni della National Security Agency
🔴Atti di spionaggio sui capi di stato
🔴Disastri ambientali e umani delle multinazionali USA
🔴Le menzogne di Hillary Clinton

Se le notizie avessero riguardato soprattutto Russia o Cina, sarebbe divenuto eroe nazionale americano, e invece…

Libertà dà vita a una campagna per sensibilizzare i cittadini su Assange, emblema della libertà di informazione.

Per altre info, per scoprire dove firmare e come aiutarci, continua a leggere.

📝Sarà sempre possibile firmare la petizione al nostro Centro, durante tutti gli orari di apertura:
www.libertalivorno.it/calendario

Comunicato stampa

Tocca qui per scaricarlo in formato .odt

Tocca qui per scaricarlo in formato .pdf

Breve cronistoria di Julian Assange

  • 1991: Assange viene accusato di 31 reati cibernetici, per aver hackerato sistemi “sicuri” come NASA e Pentagono.
    Si dichiara colpevole e riceve una sanzione pecuniaria.
  • 2006: Assange fonda Wikileaks, piattaforma di informazione online specializzata nella pubblicazione di documenti censurati o ad accesso limitato.
  • 2010: Wikileaks pubblica ampia documentazione multimediale che svela crimini di guerra e scandali in cui sono coinvolti principalmente gli USA.
    Nello stesso anno viene arrestato a Londra per supposti reati perpetrati in Svezia, poi rivelatisi infondati.
  • 2012: Assange ottiene asilo nella ambasciata ecuadoriana.
  • aprile 2019: l’ambasciata consente alla polizia inglese di arrestare Julian Assange, che viene imprigionato a Belmarsh, considerato la “Guantanamo” londinese.

Qual è il futuro di Assange?

Il 20-21 febbraio 2024 forse si terrà l’ultima udienza per Assange. Rischia l’estradizione negli USA e 175 anni di carcere per deboli accuse legate alla sua attività giornalistica, che dovrebbe essere invece tutelata e premiata.

Perché ci interessiamo al caso Assange?

Libertà Livorno è da sempre attenta alla libertà di informare ed essere informati, nonché alla libertà personale, che per noi è inviolabile. Assange incarna entrambi questi concetti per il coraggio dimostrato nella sua attività di giornalista e per la disumana condizione in cui si trova al momento. Non è un caso che già il 15 ottobre 2022 abbiamo portato in piazza la vicenda Assange durante la manifestazione pubblica da noi organizzata, intitolata “Libertà di Informare e di Essere Informati”, a cui hanno partecipato centinaia di persone.

Perché chiediamo la cittadinanza onoraria?

È un gesto simbolico ma significativo, per sostenere la sua liberazione e onorare un uomo che incarna il vero giornalismo e l’informazione libera.

Iniziative in corso e in fase di organizzazione

Aggiorneremo questa sezione e quelle dedicate man mano che fisseremo le date dei prossimi banchetti e degli altri eventi correlati.

  • sabato 6 gennaio 2024, dalle ore 16 alle 19, a Livorno, in piazza Grande: banchetto per iniziare la raccolta firme per la richiesta di cittadinanza onoraria
  • domenica 14 gennaio 2024, alle ore 17.30, al nostro Centro Libertà in Borgo dei Cappuccini 25: proiezione del documentario Hacking Justice
  • sabato 15 febbraio 2024, alle ore 21, al Cinema 4 Mori di Livorno: proiezione del documentario Ithaka.
  • 20 o 21 febbraio 2024: siete tutti invitati a recarvi a Londra o a Roma per mettere pressione sulla Corte e far arrivare chiaro e forte il nostro dissenso per la carcerazione di Assange. I raduni nelle 4 città italiane (Roma è la più vicina per noi di Livorno) sono, non a caso, di fronte alle ambasciate. Solo per chi non potrà spostarsi, cercheremo di creare un piccolo evento informativo e di raccolta firme a Livorno, e restare aggiornati sull’andamento dell’udienza.
  • data da definire: consegna delle firme

Raccolta firme per richiesta di cittadinanza onoraria

Per presentare la petizione dobbiamo raccogliere almeno 100 firme, ma puntiamo a superare le 500 in modo da garantire la discussione della proposta nel Consiglio Comunale.

🟢Il primo appuntamento è per sabato 6 gennaio 2024, dalle ore 16 alle 19, a Livorno, in piazza Grande, con un banchetto per iniziare la raccolta firme per la richiesta di cittadinanza onoraria. Al banchetto potrai anche trovare materiale informativo sulla vicenda di Assange, per farti promotore di questa campagna.

L’organizzazione è completamente volontaria e senza scopo di lucro; se vuoi darci una mano, scrivici a:

info@libertalivorno.it

o sul nostro canale Telegram Libertà Livorno.

Dove firmare

  • Al nostro Centro, durante tutti gli orari di apertura. Consulta il calendario per sapere quando siamo aperti:
    www.libertalivorno.it/calendario
  • Ai nostri banchetti in giro per la città (vedi sotto)
  • ☕️Al Bar Aurelia, viale Nazario Sauro incrocio via dell’Ardenza
  • 🫖Al Bar L’Angolo di Mina, Via Toscana 49
  • 🍕Dal Pizza&Torta “Roba da Torta”, Via Provinciale Pisana 78

Banchetti (in continuo aggiornamento)

  • sabato 6 gennaio 2024, dalle ore 16 alle 19, a Livorno, in piazza Grande: banchetto per iniziare la raccolta firme per la richiesta di cittadinanza onoraria
  • sabato 13 gennaio 2024, dalle ore 17 alle 18 di fronte a Brocantage, porta a Mare, presso l’accesso alle Cantine.
  • martedì 16 gennaio 2024, dalle ore 11.30 alle ore 12.45 presso il Mercato Centrale, via del Giglio angolo via Grande.
  • venerdì 19 gennaio 2024, dalle ore 10.30 alle ore 12.30 presso il mercatino del venerdì, via dei Pensieri, zona stadio.
  • domenica 28 gennaio 2024, dalle ore 14.30 alle ore 16.30 davanti al Gazebo della Terrazza Mascagni
  • lunedì 12 febbraio 2024, dalle ore 14 alle 16 in via Grande
  • martedì 13 febbraio 2024, dalle ore 11 alle ore 12 al mercato di Piazza Cavallotti
  • sabato 17 febbraio 2024, dalle ore 14.30 alle 17.30 davanti al Gazebo della Terrazza Mascagni

📝Prevediamo di realizzare altri banchetti, ma sarà sempre possibile firmare la petizione al nostro Centro, durante tutti gli orari di apertura. Consulta il calendario per sapere quando siamo aperti:
www.libertalivorno.it/calendario

Se hai un negozio, un centro, uno spazio aperto al pubblico e vuoi qualcuno dei nostri moduli, contattaci su:

info@libertalivorno.it

Proiezione del documentario Hacking Justice

🟢Il secondo appuntamento è per domenica 14 gennaio 2024, alle ore 17.30, al nostro Centro Libertà in Borgo dei Cappuccini 25, per la proiezione (in anteprima a Livorno) del docufilm Hacking Justice con commento in italiano, e dialoghi in lingua originale sottotitolati in italiano. Anche in quell’occasione sarà possibile firmare la petizione.

Aggiornamento: La proiezione ha visto una buona partecipazione del pubblico e un bel dibattito susseguente.

Abbiamo deciso di organizzare la prossima proiezione dell’altro film, Ithaka, al cinema 4 Mori di Livorno.

Proiezione del documentario Ithaka

🔴ATTENZIONE: il film non è al Centro Libertà, ma al Cinema 4 Mori!

Il nostro percorso di sensibilizzazione su Assange continua con la proiezione di Ithaka, una pellicola davvero toccante, che racconta la lotta di John Shipton, padre di Julian, per cercare di salvare il figlio dalla detenzione e dalle torture psicologiche.

Per l’occasione abbiamo preso in affitto il cinema 4 Mori di Livorno. Non ci sarà il rischio di rimanere fuori, vista la capienza.

Nonostante questo, abbiamo optato per la solita formula offerta libera e consapevole, per consentire a tutti di essere presenti.

Abbiamo però bisogno di ognuno di voi per portare quanta più gente possibile in sala: diffondete questa locandina su tutti i social, ditelo agli amici, portateci i genitori.

Sarà anche una tappa decisiva della raccolta firme per la cittadinanza onoraria prima del GIORNO X (vedi link):
http://tinyurl.com/5t5fjsp6

Banchetto informativo in vista dell’udienza del 20-21 febbraio 2024

Abbiamo realizzato un punto raccolta sabato 17 febbraio 2024, dalle ore 14.30 alle 17.30 davanti al Gazebo della Terrazza Mascagni

Udienza del 20-21 febbraio 2024

Diretta live da Londra, di fronte alla Royal Court of Justice, dove si terranno due giorni di udienze per decidere se concedere o meno agli USA l’estradizione di Julian Assange.

Ricordiamo che Assange negli USA rischia non solo 175 anni di carcere, ma anche di non arrivare vivo alla prigione statunitense, avendo la CIA già in passato progettato la sua eliminazione.

Peraltro, i reati di cui è accusato non sono mai stati attribuiti prima d’ora a un editore-giornalista, non essendo Assange colui che ha sottratto le informazioni riservate, ma solo colui che l’ha pubblicate.

🖥Segui la diretta di fronte alla Corte dalla pagina di Wikileaks:
https://www.facebook.com/share/v/BLqn2N4djJKNCekZ/

Consegna firme

Abbiamo raccolto e consegnato al Comune di Livorno, in data 7 maggio 2024, ben 715 firme di residenti.  Segnaliamo altre 30 firme di non residenti che però frequentano spesso Livorno (queste ultime le segnaliamo come supporto simbolico, ma non le abbiamo potute consegnare).

La consegna è avvenuta con in allegato il seguente documento, inoltrato a sindaco, giunta e consiglio comunale:

SCARICA QUI L’ALLEGATO ALLA PETIZIONE

Tale documento è fondamentale per spiegare il caso Assange ed esplicitare con maggior dettaglio le motivazioni della richiesta.

Come si vede nel testo, abbiamo consegnato le firme come semplice gruppo di cittadini, senza nominare Libertà Livorno né alcuno dei suoi portavoce, perché la battaglia per la libertà di Assange, di stampa e di informazione è una battaglia di tutti.

Il motivo per cui il mittente è stato “censurato” nella foto qui accanto, è che ci è stato chiesto di lasciare un nominativo, e quindi chi ha consegnato le firme si è preso in carico quest’atto, puramente formale.

Adesso incrociamo le dita e vediamo se la petizione sarà discussa nel prossimo consiglio comunale oppure sarà rimandata a dopo le elezioni comunali.

Testo dell’allegato alla petizione

 

Alla cortese attenzione del Sindaco e del Consiglio Comunale di Livorno

Livorno, 3 maggio 2024

ALLEGATO ALLA PETIZIONE POPOLARE DEI CITTADINI con oggetto:

“CITTADINANZA ONORARIA LIVORNESE PER JULIAN ASSANGE”

Spett.le sindaco, spett.li consiglieri comunali di Livorno,

siamo un gruppo di oltre settecento vostri concittadini che hanno a cuore la libertà di stampa e di informazione. Tali libertà, su cui si fonda qualunque nazione democratica (si vedano a titolo esemplificativo l’art. 11 della Carta Fondamentale dei Diritti dell’UE e l’art. 21 della Costituzione Italiana), sono sotto continuo attacco, e riteniamo che uno degli esempi più lampanti degli ultimi anni sia il trattamento riservato al giornalista australiano Julian Assange, di cui, nel caso non foste già al corrente, intendiamo informarvi con la presente, in accompagnamento alla petizione popolare dei cittadini di cui alleghiamo le firme raccolte e il testo originale.

Chi è Julian Assange

Julian Assange è un giornalista-informatico / editore di origine australiana che dal 2006 ha compiuto un’importante opera di divulgazione di informazioni di rilevanza internazionale, specialmente tramite la piattaforma digitale WikiLeaks. Questa attività meritoria gli è costata un accanimento giudiziario da parte prima della Svezia e poi degli Stati Uniti, col risultato che da circa 12 anni, Assange risulta di fatto privato della sua libertà personale, pur in assenza di alcuna condanna a suo carico.

Onorificenze

I meriti di Assange sono stati riconosciuti in più occasioni e da più organismi nazionali e internazionali. Queste sono solo alcune delle onorificenze ricevute dal giornalista:

 

2008 -The Economist New Media Award

2009 – Amnesty International UK Media Awards

2010 – Persona dell’anno secondo i lettori del Time

2010 – Premio Sam Adams

2010 – Persona dell’anno secondo I lettori di Le Monde

2011 – Premio Dacia Libera

2011 – Medaglia d’oro della Fondazione Sidney Peace

2011 – Premio Walkley

2011 – Premio per il Giornalismo Martha Gellhorn

2011 – Premio Voltaire per la libertà di parola

2013 – Global Exchange Human Rights Award

2013 – Medaglia d’argento al Festival di New York

2014 – Primo premio dell’Unione dei giornalisti del Kazakistan

2019 – GUE/NGL Premio Galizia

2019 – Premio Gavin MacFadyen

2019 – Premio per la pace di Stoccarda

Principali rivelazioni di WikiLeaks

Per comprendere la portata giornalistica dell’attività di Assange, è sufficiente citare alcune delle rivelazioni più significative emerse in virtù della loro pubblicazione su WikiLeaks (e spesso riprese dai più importanti media internazionali):

2007 – Corruzione in Kenya: rapporto d’inchiesta che mostra la corruzione e l’appropriazione di centinaia di milioni di dollari ai danni della propria nazione da parte dell’ex-presidente keniota.

2010 – Iraq War Logs e Afghan War Logs: circa quattrocentomila documenti (scritti, audio e video) riguardanti vari crimini di guerra compiuti dagli Stati Uniti in Iraq e Afghanistan tra il 2004 e il 2010.

2010 – Misure cinesi contro le proteste tibetane: documenti che indicano che la Cina ha pagato le forze di polizia nepalesi per far arrestare esponenti della comunità tibetana.

2011 – Torture a Guantanamo: documenti riguardanti le pratiche disumane di tortura compiute nel carcere statunitense di Guantanamo.

2017 – Vault 7: documenti del periodo 2013-2016 che mostrano le attività di guerra informatica e di spionaggio sistematico della CIA anche ai danni di molti capi di stato internazionali, inclusi quelli italiani.

È importante notare la trasversalità di queste rivelazioni, che negli anni hanno coinvolto, oltre ai paesi sopra citati, anche molte altre nazioni. Spesso coperti da segreto di stato, questi e i molti altri documenti portati alla luce da WikiLeaks ci hanno permesso di conoscere in tempo utile delle informazioni che l’opinione pubblica aveva il diritto di sapere. Tuttavia, va sottolineato che il merito di Assange è quello di aver pubblicato le informazioni, non di averle direttamente reperite. Questo fatto risulterà particolarmente importante alla luce di alcune delle accuse a suo carico.

Persecuzione giudiziaria ai danni di Julian Assange

È proprio dal 2010, anno di pubblicazione dei War Logs, che iniziano le sfortunate vicende giudiziarie di Julian Assange:

2010 – Iniziano le indagini a carico di Assange da parte degli USA, e le critiche da parte sia del primo ministro australiano che del vice-presidente USA Joe Biden.

2010 – Assange si consegna spontaneamente alle autorità londinesi in seguito alle accuse di molestie sessuali da parte della Svezia, pur affermando la propria innocenza. Queste accuse sono in seguito risultate infondate, e sembrano dunque un tentativo di infangare la reputazione del giornalista, da un lato, e prepararne l’estradizione verso gli USA, dall’altro.

2011 – L’Alta Corte di Londra concede alla Svezia l’estradizione.

2012 – Ritenendo le accuse e il tentativo di estradizione un atto politico, Assange chiede e trova accoglienza nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove trascorrerà quasi sette anni come rifugiato politico con diritto di asilo. Tuttavia non rifiuterà mai di essere interrogato in merito alle vicende per cui è indagato. In questi anni non uscirà mai dall’ambasciata, sprovvista di aree all’aperto, vivendo sostanzialmente in una sorta di detenzione preventiva.

2018 – Assange ottiene la cittadinanza ecuadoriana.

2019 – Il nuovo governo in Ecuador consente alla polizia inglese di arrestare Julian Assange. Da allora, viene trasferito nel carcere di Belmarsh, noto anche come la “Guantanamo inglese” per il suo regime ferreo di massima sicurezza.

2019 – Gli USA aprono ufficialmente un’inchiesta per spionaggio contro Assange sulla base dell’Espionage Act del 1917, mai usato prima d’ora contro un giornalista. I capi di accusa, se confermati, gli costerebbero fino a 175 anni di carcere.

2021 – L’Alta Corte di Londra nega per il momento l’estradizione in virtù delle pessime condizioni psico-fisiche di Assange, aggravatesi durante il periodo di detenzione a Belmarsh.

2022 – L’Alta Corte di Londra respinge in prima istanza l’appello contro l’estradizione presentato dai legali di Assange.

2023-2024 – Si svolgono varie udienze presso l’Alta Corte di Londra, con tesi e controtesi di accusa e difesa. È attesa per il 20 maggio 2024 la pronuncia sulla possibilità o meno di Assange di appellarsi all’estradizione, in base alle garanzie sul trattamento equo di Assange, che devono ancora essere fornite dagli Stati Uniti.

Al di là della decisione della Corte, va rilevato che a oggi Assange ha sostanzialmente già scontato dodici anni di detenzione per gli ipotetici reati commessi. È anche importante ribadire: il suo stato precario di salute psico-fisico; la presenza di intercettazioni negli anni passati che mostrano l’intenzione dei servizi segreti statunitensi di eliminarlo fisicamente (col rischio che ciò possa avverarsi in caso di estradizione); il fatto che nessun giornalista abbia mai dovuto subire un processo per aver pubblicato informazioni ricevute da un whistleblower; il fatto paradossale che la whistleblower implicata nelle faccende per cui Assange è accusato (l’allora Bradley Manning, oggi Chelsea Manning) è già stata condannata e ha scontato la sua pena, mentre colui che si è limitato a pubblicare le rivelazioni è detenuto da dodici anni e ne rischia altri 175.

Motivi per accogliere la petizione

Il caso Assange mostra come l’attività giornalistica sia sotto il mirino da parte di alcuni poteri nazionali, che tentano di depotenziarla e delegittimarla, scoraggiando i giornalisti dal compiere il loro dovere. Infatti, a prescindere dall’estradizione o meno, i trascorsi degli ultimi dodici anni, che hanno fiaccato direttamente Assange e la sua famiglia, hanno già avuto anche l’effetto inaccettabile di lanciare un avvertimento a tutti i giornalisti: chi pesta i piedi al potere, sarà perseguitato, torturato e allontanato dalla propria vita e dalla propria famiglia. La tutela dell’attività giornalistica, e dei suoi esponenti, sarebbe invece un cardine fondamentale di qualunque stato democratico, persino (e forse soprattutto) quando tale attività mette in cattiva luce i vertici di una nazione, rivelandone comportamenti e azioni inappropriate o addirittura illegali.

I leader delle democrazie, i principali organismi internazionali e i parlamentari di tutto il mondo si sono già opposti al processo contro Assange. L’ex Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Nils Melzer, e il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, si sono entrambi opposti all’estradizione. Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha chiesto al governo statunitense di porre fine alla persecuzione di Assange. I leader di quasi tutti i principali Paesi dell’America Latina, tra cui il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il presidente argentino Alberto Fernández, hanno chiesto l’archiviazione dell’accusa. Parlamentari da tutto il mondo, tra cui Regno Unito, Germania e Australia, hanno chiesto che Assange non venga estradato negli Stati Uniti. Anche Papa Francesco ha inviato una lettera personale a Julian Assange, e ha espresso solidarietà e sostegno alla famiglia, ricevendola in Vaticano. Nel nostro Paese, nel 2023 è stato lanciato un appello per la liberazione di Assange da parte di giornalisti, magistrati e docenti universitari.

Va anche detto che già in molte città italiane (tra cui Napoli, Roma, Reggio Emilia, Bari) è stato deciso di concedere a Julian Assange la cittadinanza onoraria.

Tale atto, se ratificato anche a Livorno, rappresenterebbe in prima istanza un giusto riconoscimento del coraggio di Assange e dei suoi meriti giornalistici, già ampiamente illustrati; contribuirebbe a parlare del caso Assange, che molti cittadini ancora ignorano per via della scarsa esposizione mediatica; rappresenterebbe un sostegno morale ad Assange e alla sua famiglia; e più in generale, lancerebbe un importante segnale all’Italia e al mondo intero.

Sarebbe anche una riconferma che Livorno, città nata sui presupposti dell’accoglienza senza se e senza ma, riconosce ancora oggi alla libertà (di espressione, di stampa, di informazione, e non solo) un ruolo primario incontestabile.

Conclusioni

Nel caso in cui la richiesta in essere sia valutata dalla giunta in carica alla data odierna (3 maggio 2024), cosa che sarebbe auspicabile anche in vista della pronuncia dell’Alta Corte di Londra del 20 maggio 2024, ci teniamo a sottolineare che tale atto coronerebbe con una glossa degna di nota l’azione della giunta uscente, e sarebbe al contempo un importante atto di rispetto nei confronti del volere dei cittadini, per le forze e i consiglieri che intendessero ripresentarsi alle prossime elezioni.

L’atto di assegnazione della cittadinanza sarebbe ancor più significativo considerando l’attività di giornalista del Sindaco Luca Salvetti, che in quanto collega di Julian Assange aggiungerebbe forza al messaggio simbolico insito nell’onorificenza.

Qualora invece la petizione dovesse essere valutata dalla giunta entrante in seguito alle elezioni di giugno 2024, avviare il periodo in carica con un atto di questo tipo sarebbe un potente segnale, con cui la giunta affermerebbe di proporsi per i prossimi cinque anni con la massima trasparenza, e di non temere coloro che cercano e divulgano la verità, ma anzi di incoraggiarli a compiere la loro azione fondamentale di informazione nei confronti dei cittadini e di “cane da guardia” (watchdog) nei confronti del potere.

Confidando nel vostro contributo alla libera informazione e al contrasto di qualunque censura e oppressione, vi ringraziamo per l’attenzione e vi porgiamo i nostri cordiali saluti.

– I vostri concittadini

Testo originale della petizione

Con la sottoscrizione del presente modulo si aderisce alla Petizione popolare “CITTADINANZA ONORARIA LIVORNESE PER JULIAN ASSANGE” e si chiede:

Che venga concessa la cittadinanza onoraria nel Comune di Livorno a Julian Assange, per meriti legati alla sua attività giornalistica e di divulgazione di informazioni di interesse pubblico internazionale. L’assegnazione della cittadinanza onoraria servirà anche al fine di sensibilizzare la cittadinanza e la comunità internazionale sulla vicenda Assange, e sulla sua lunga detenzione in seguito ad accuse legate alla sua attività di giornalista, che non tengono conto del principio della libertà di stampa e del diritto dei cittadini a essere informati.

Con l’apposizione della firma sulla presente PETIZIONE si dichiara di aver preso visione della informativa sulla privacy, ALLEGATO (A), qui di seguito riportata, ai sensi dell’art. 13 del regolamento UE 2016/679 (d’ora in poi definito “GDPR”), e si autorizzano i promotori della petizione al trattamento dei propri dati personali, per i fini previsti dalla PETIZIONE stessa, sempre ai sensi del GDPR.

ALLEGATO (A)

INFORMATIVA SULL’UTILIZZO DEI DATI RACCOLTI

Ai sensi dell’art. 13 del GDPR e in relazione alle informazioni di cui si entrerà in possesso, ai fini della tutela delle persone e altri soggetti in materia dei dati personali, si informa di quanto segue:

Finalità del trattamento: i dati da lei forniti (nome, cognome, residenza, nº del documento di identità, telefono/email) saranno utilizzati esclusivamente per le finalità strettamente connesse e strumentali alla presentazione della presente petizione con oggetto: “CITTADINANZA ONORARIA LIVORNESE PER JULIAN ASSANGE”.

L’indicazione della sue e-mail o del numero telefonico le consentirà di ricevere informazioni sul tema oggetto della petizione. È escluso ogni altro tipo di contatto.

Modalità e durata del trattamento e comunicazione dei dati: le modalità con la quale saranno trattati i dati personali contemplano la raccolta di firme al solo scopo di raggiungere un quorum necessario da sottoporre agli enti preposti. I dati forniti non verranno in alcun modo diffusi, né pubblicati, né comunicati a terzi. Il conferimento dei dati per le finalità di cui al punto 1) sono obbligatori per la validità della firma e l’eventuale rifiuto dell’autorizzazione comporta l’inefficacia della stessa.

Titolare del trattamento: i titolari dei dati personali sono i soggetti incaricati alla raccolta delle firme.

Diritti dell’interessato: Ai sensi dell’art. 16 e ss. del GDPR, lei ha il diritto di ottenere: l’accesso, l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione, la limitazione, la portabilità, la cancellazione, il blocco dei dati trattati, la revoca del consenso prestato senza alcun pregiudizio o preclusione, nonché l’attestazione che tali operazioni sono state portate a conoscenza del titolare del trattamento. È informato, inoltre, che ha il diritto di opporsi, in tutto od in parte, al trattamento dei dati personali che la riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta. Tali diritti potranno essere esercitati mediante richiesta, anche informale, al Titolare del trattamento di cui al punto 3). Può inoltre proporre reclamo all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Modulo della petizione